|
Assistente |
|
Educare alla vita buona del Vangelo
Lettura dell'Assistente della sezione di Matera
Intervenendo il 6 maggio 2011 al Convegno "Passione e fedeltà nell'educare oggi", organizzato dalla sezione di Matera in partenariato con l'Arcidiocesi di Matera-Irsina, don David Mannarella, Assistente della sezione, ha offerto una lettura riassuntiva degli Orientamenti pastorali dei Vescovi italiani per il decennio 2010-2020 "Educare alla vita buona del Vangelo.
Mettiamo volentieri il testo della relazione a disposizione di quanti sono interessati ad un primo accostamento al documento
Fedeltà alla vocazione educativa
Prendendo spunto dall'inserimento, nel Convegno "Gioia, fatica e responsabilità dell'educare oggi" tenutosi a Lagonegro il 12 febbraio 2011, dei festeggiamenti per i 40 anni ed oltre di appartenenza all'Aimc di Carla Geri, l'Assistente regionale propone un'articolata riflessione che traccia il profilo dell'insegnante testimone di vita e di fede e sottolinea la valenza del laicato organizzato come lievito e forza trainante nella Chiesa, nella società e nella scuola.
I punti affrontati:
- per comunicare è necessario avere eventi da ascoltare e da raccontare
- valore simbolico della cifra 40 nella vita odierna e nella Bibbia
- appartenenza associativa come realizzazione vocazionale
- magistralità autentica è insegnare signis et verbis
- testimonianza come unione di culto del tempio e culto della vita
- necessità di saper trasmettere e suscitare nostalgia
In allegato il testo della riflessione, che può essere occasione di opportuno approfondimento in tutte le sezioni.
Scoraggiamento? No, grazie!
Intervento dell'Assistente alla Conferenza regionale 2010
In un momento in cui tutta una serie di condizioni e di circostanze sembrano convergere per demotivare i professionisti di scuola, l'assistente regionale, nel suo intervento alla Conferenza del 15 maggio 2010, ha riproposto serie e forti motivazioni a "non mollare", ricordandoci che vivere diversamente ed educare a vivere diversamente si può!
Partendo dall'idea di professionalità come capacità di educare nel tempo presente,
- ipotizza alcune cause della caduta di incisività dell'educazione nella vita quotidiana
- prospetta alcune condizioni previe perchè sia ancora possibile "impiantare valori"
- supera ogni possibile scoraggiamento spronando ad andare "oltre il deserto"
In allegato il testo della riflessione, che può sostenerci anche nel predisporre le attività ipotizzate per i 65 anni dell'Associazione.
La parola di salvezza nella storia
Intervento dell'Assistente al Consiglio regionale del 31 gennaio 2010
Partendo dal versetto "Oggi si è compiuta, per voi, questa scrittura", don Rocco ha offerto al Consiglio regionale uno sfondo su cui inquadrare l'elaborazione di linee di presenza e di azione associativa:
- recuperare le dimensioni dell'ascoltare, dell'accogliere, dell'obbedire;
- educare ad ascoltare;
- esaminare le caratteristiche della Parola che annunciamo da più punti di vista: come Chiesa, famiglia, Aimc, scuola, sacerdote;
- intercettare i segni dei tempi, coinvolgersi, esserci con la parola e con l'azione
In allegato, il testo della riflessione, che offriamo a tutti i punti della rete associativa.
La memoria del cuore
Intervento dell'Assistente al Congresso regionale
I lavori del Congresso regionale svoltosi a Matera l'8 novembre 2009, sono stati arricchiti dalla riflessione che il nostro Assistente regionale don Rocco Natale ci ha offerto durante la celebrazione eucaristica.
Prendendo le mosse dall'Esodo, una storia che inizia dalla situazione negativa della schiavitù, del non essere popolo, ha invitato a considerare che il vero schiavo è l'uomo che non sa di esserlo e, pertanto, neppure desidera la libertà, la vita piena. Passare dalla schiavitù alla libertà significa accettare il rischio di affrontare il deserto, di camminare per andare oltre.
Don Rocco ha quindi proseguito invitando a prendere a modello l'azione educativa di Dio, che pone alla base la liberazione, la promessa della terra, l'alleanza: richiedere una qualsiasi forma di osservanza senza una proposta sarebbe un grave errore e si cadrebbe in una forma di religione che uccide l'uomo. Vale anche per impostare la nostra l'azione di educare a vivere: ognuno porti nel suo ambiente il suo potenziale di idee, di storia, per raccontarlo e confrontarlo con quello degli altri.
L'invito è a farsi contemporaneamente maestri e discepoli: ciascuno sarà un doctor nell’offrire agli altri il suo patrimonio, ma sarà anche un umile discepolo nel ricevere quello degli altri o nel rivedere il proprio. Una strada difficile, ma obbligata: forse anche perchè nella chiesa, nella scuola, nella famiglia, nella società, tutti sono o vogliono essere “doctores”, insegnanti, ma ben pochi sono discepoli di quanto insegnano ( coerenza tra parola e vita), assistiamo al dilagare dell'aggressione spesso senza senso e distruttiva, sbocco quasi obbligato quando
- i bisogni non vengono soddisfatti;
- il piacere non può essere raggiunto;
- la battaglia per la vita si rivela più difficile di quanto si pensava.
In allegato il testo dell'intervento.
La carovana
Intervento dell'Assistente regionale al Seminario "Obiettivo professione"
I lavori del Seminario nazionale svoltosi a Maratea il 21 marzo 2009 hanno visto la riflessione del nostro Assistente regionale don Rocco Natale.
All'apertura con un forte richiamo all'esigenza per la scuola di riappropriarsi della propria identità di comunità professionale che costruisce sapere, forma coscienze, prepara cittadini, ha fatto seguito una sottolineatura in diretto riferimento al docente come persona di cultura: gli insegnanti - e quelli Aimc in particolare - per coscienza, per convinzione, per responsabilità non possono permettersi di non pensare.
Don Rocco ha, quindi, prospettato una serie di capisaldi per tradurre in progetto una scuola di qualità: fare serenità, creare movimento, riscoprire il valore delle parole, mantenere il rapporto parole-testimonianza, maturare capacità di relazioni.
Ha concluso con la suggestiva immagine della carovana, esplicitandone i tratti identitari: comunità. stile di vita. spiritualità, futuro, creazione, gioia, sogno, aiuto e servizio reciproco, condizione interiore.
In allegato il testo della riflessione, che può utilmente accompagnarci nel periodo pasquale e oltre.
Andiamo! L'invito del Natale 2008
Intorno a noi non cogliamo tanti segni di fiducia, non vediamo tanti motivi di speranza.
Dentro di noi non albergano più stupore per le "meraviglie" che Dio compie, capacità di incontrarlo nelle piccole cose della quotidianità, voglia di mettersi in discussione, di abbandonare comode certezze per un faticoso cammino di ricerca.
La riflessione dell'Assistente ci propone tre icone che possono fare da guida nell'itinerario di accostamento al Natale:
- Giovanni, l'inviato di Dio per indicare agli uomini la presenza del Messia e4 farlo conoscere ad Israele, l'uomo nella cui missione siamo tutti coinvolti
- i pastori, gli ultimi di cui Dio si serve per rivelarsi al mondo e indicare il cammino verso il nuovo
- i Magi, il cui merito sta nell'aprirsi alla novità di Dio e alle sue meraviglie.
Tre icone per un unico invito, ribadito dalle parole di don Tonino Bello e dai versi di un anonimo poeta.
In allegato il testo della riflessione, un "dono" per il cammino di avvento e l'accostamento alla "buona notizia" del Dio che si fa uomo.
Sulle
tracce della spiritualità
Guardandoci
intorno si colgono tanti segnali di ricerca di spiritualità, nelle forme più
varie. Per lo più, però, si chiudono nel personale, nel privato,
nell’individuale o, al massimo, diventano segni di forte marcatura dei vari
gruppi e movimenti, che poco contribuiscono a costruire la Chiesa.
L'Assistente regionale ci aiuterà, con alcune riflessioni mensili, ad entrare nella problematica, lasciandoci interpellare e cercando, insieme, di costruire risposte pertinenti ed efficaci.
Spiritualità
e azione
Mi sembra opportuno e importante, impostando l’itinerario delle riflessioni mensili, collegare la ragion d’essere dell’Aimc, cioè “il suo abitare la dimensione professionale con competenza in virtù della responsabilità verso il Vangelo e la Chiesa”, con la ricerca, così in voga oggi, di forme di spiritualità talvolta assai diverse e contrastanti, per identificare tratti del profilo della spiritualità del cristiano - e in particolare dell’educatore - nel mondo d’oggi.
Mi servirò, per queste riflessioni, della rivista Esodo (n.2/03 e n.4/03).
Ecco la traccia, in sintesi:
- una spiritualità intesa non tanto come virtù personale, quanto come virtù collettiva, ricevuta e donata
nell’Associazione;
- una spiritualità intesa come impegno nella società civile e professionalità nella scuola, con la capacità
di leggere, interpretare, dirigere i nuovi bisogni religiosi e di solidarietà sociale;
- una spiritualità stabile, come stile di vita, che con la meditazione interiore e comunitaria della Parola,
fonte di ogni spiritualità, sia capace di profezia, di critica e di invenzione di un mondo alternativo.
don Rocco
Spiritualità,
virtù collettiva
Nella prima riflessione dell’Assistente, l’analisi di cinque tratti caratterizzanti forme diffuse di spiritualità contemporanea:
la tendenza a sostituire il sacro al divino
l'affievolirsi dell'appartenenza all'istituzione religiosa
la ricerca di esperienze concrete, ma chiuse in sé
la diminuita capacità del cristianesimo di influenzare le sfere della vita
il percepire la Chiesa lontana dalle scelte degli uomini contemporanei
Ne
scaturiscono domande che ci
interpellano come persone, come educatori, come credenti.
Quali risposte possiamo costruire insieme, dal punto di vista di un’Associazione professionale che fin nella sigla si richiama a nazionalità, magistralità, cattolicesimo?
Parola
e prassi
Nella seconda parte della riflessione, tre gli aspetti presi in considerazione:
1 - la spiritualità si incarna nella prassi; l'ascolto della Parola è per l'azione
2 - necessità di superare le due tentazioni dell'azione: sganciarsi dalla Parola e credersi onnipotente; superare la tentazione di essere come Dio è la strada per non commettere più atrocità nel suo nome
3 - la spiritualità cristiana nasce da un profondo legame con la terra in una elevata modalità di esistenza; verità, giustizia, pace, uguaglianza, sostenibilità ambientale, diverso stile di consumo non sono concetti ideologici o problemi morali, ma un modo di vita che si alimenta con la meditazione della Parola.
L'analisi
di ogni aspetto si conclude proponendo domande che ci
interpellano come persone, come educatori, come credenti.
Quali risposte possiamo costruire insieme, dal punto di vista di un’Associazione professionale che fin nella sigla si richiama a nazionalità, magistralità, cattolicesimo?
Ricorda,
Israele!
L'ultima parte parte della riflessione prende in esame sei punti, sei tratti per un profilo della spiritualità cristiana:
spiritualità è ricordare, ricordare i mirabilia Dei e il proprio passato, per programmare presente e futuro anche come compito riparativo
spiritualità è incarnare lo Spirito nella fisicità, assumendola integralmente
spiritualità è stimare, amare e vivere con competenza la professione
spiritualità è rivalutare la compassione, qualcosa di umano e divino al tempo stesso
spiritualità è lottare per il Regno, non vincere
Anche qui, a chiusura, domande forti, esigenti, interpellanti nel profondo.
Quali risposte possiamo costruire insieme, dal punto di vista di un’Associazione professionale che fin nella sigla si richiama a nazionalità, magistralità, cattolicesimo?